La puntata del 30 ottobre 2025 di Ore 14 su Rai 2 ha visto un’escalation nei toni quando il conduttore Milo Infante ha criticato duramente Massimo Lovati, ex avvocato di Andrea Sempio, contestando la sua strategia difensiva nel caso Garlasco e le recenti dichiarazioni contro investigatori e giornalisti. Infante ha riportato alla luce la questione degli otto conti correnti di Lovati, sottolineando come l’avvocato avesse precedentemente affermato di non possederne neanche uno, e ha esortato il legale a chiarire la destinazione dei fondi oggetto di indagine da parte della Procura di Pavia.
L’attacco di Milo Infante all’ex avvocato di Andrea Sempio
Durante la trasmissione, il conduttore ha sviluppato una critica articolata nei confronti di Massimo Lovati, focalizzandosi su come la difesa basata su scenari complessi – inclusi riferimenti a sicari, il Vaticano e reti criminali internazionali – rischi di distogliere l’attenzione dalle prove scientifiche fondamentali nel procedimento. Infante ha sottolineato che, sebbene la perizia scientifica continui a essere oggetto di contrapposizioni tra esperti, le indagini tradizionali stanno procedendo in parallelo e stanno rivelando discrepanze significative nel racconto fornito da Lovati.
La scoperta dei conti correnti sospetti
Il punto più rilevante toccato da Infante riguarda la contraddizione sui conti correnti di Lovati. L’avvocato aveva precedentemente dichiarato di non possedere alcun conto corrente, tuttavia successive indagini hanno rivelato l’esistenza di otto conti correnti, alcuni dei quali operano con l’estero e altri risultano dormienti. Infante ha riletto le parole pronunciate da Lovati durante la trasmissione sottolineando che “gli investigatori li puoi prendere in giro fino a un certo punto”, aggiungendo che non è possibile continuare indefinitamente con versioni discordanti della realtà finanziaria di una persona sotto scrutinio.
La risposta alle offese ricevute
Infante ha colto l’occasione per rispondere alle offese che Lovati aveva indirizzato pubblicamente nei suoi confronti, attraverso dichiarazioni nel corso di altri programmi televisivi. Il conduttore ha ricordato come l’avvocato abbia cercato di screditare il suo lavoro giornalistico, ma ha comunque insistito sul fatto che, indipendentemente dalle controversie personali, le questioni legali sollevate dalle indagini rimangono concrete e richiedono risposte documentabili.
I dettagli della strategia difensiva contestata
La condotta difensiva di Massimo Lovati nel caso Garlasco è stata posta sotto esame durante la puntata, con particolare attenzione alle modalità con cui l’avvocato ha costruito la sua narrazione difensiva a favore di Andrea Sempio. Secondo Infante, l’approccio scelto da Lovati ruota intorno a scenari complessi e teorici piuttosto che su una confutazione diretta delle prove materiali raccolte dagli investigatori.
L’esame antropometrico e le prove scientifiche
Un elemento cruciale discusso nel corso della trasmissione riguarda il nuovo esame antropometrico disposto dalla Procura di Pavia. Lovati ha criticato questa perizia, definendola inutile, sostenendo che la ricerca di tracce biologiche sulla scena del delitto fosse ormai superflua. Tuttavia, Infante ha evidenziato come l’esame rappresenti una procedura scientifica standard nel contesto di un’inchiesta criminale riapertasi sulla morte di Chiara Poggi, specialmente considerando che il procedimento era rimasto congelato per anni prima della recente riattivazione.
Il ruolo della perizia nei procedimenti riaperti
Nel caso di procedimenti criminali che vengono riaperti dopo lunghi periodi di inattività, le nuove perizie sono fondamentali per verificare se le evidenze precedentemente raccolte possono essere riconsiderate alla luce di metodologie più avanzate. Questo è particolarmente rilevante nel caso di Garlasco, dove il delitto risale a più di un decennio fa e le tecniche di analisi biologica si sono significativamente evolute.
Le implicazioni della “spirale difensiva” complessa
Uno dei punti centrali della critica di Infante riguarda come una strategia difensiva costruita su narrative elaborate possa finire per creare confusione piuttosto che chiarezza. Il conduttore ha sottolineato che, indipendentemente da quali siano le teorie alternative proposte da Lovati riguardanti reti criminali internazionali o altre organizzazioni, le questioni concrete rimangono irrisolte e richiedono risposte documentali.
Il ruolo della Procura di Pavia e il “Sistema Pavia”
L’indagine condotta dalla Procura di Pavia ha allargato il suo raggio d’azione oltre il caso Garlasco specifico, includendo inchieste su presunta corruzione e peculato che coinvolgono anche esponenti della magistratura precedentemente coinvolti nella gestione del caso. Questo ha creato uno scenario complesso in cui la riapertura del procedimento su Chiara Poggi si intreccia con indagini su dinamiche corruttive all’interno delle istituzioni locali.
La questione della compatibilità tra narrative
Infante ha implicitamente sollevato la questione di come sia possibile mantenere una coerenza narrativa tra le diverse affermazioni fornite da Lovati. Se da un lato l’avvocato sostiene scenari complessi riguardanti organizzazioni criminali, dall’altro le indagini finanziarie sembrano rivelare un quadro più semplice di movimentazioni di denaro non giustificate, con tracce di transazioni finanziarie non dichiarate.
Le dichiarazioni controverse di Lovati e le conseguenze
Poco prima dell’attacco di Infante, Massimo Lovati aveva rilasciato dichiarazioni pubbliche nelle quali aveva predetto il proscioglimento di Andrea Sempio e la revisione del processo ad Alberto Stasi. Queste affermazioni hanno attirato l’attenzione dei media e, secondo quanto riportato, della Procura stessa, che ha aperto un’indagine sull’operato dell’avvocato.
Le previsioni di Lovati sugli esiti processuali
Durante l’intervista a Storie Italiane, Lovati aveva affermato con tono perentorio: “Alla fine si arriverà al proscioglimento di Sempio e alla revisione del processo Stasi. Dopo tutto questo clamore non potranno chiudere con un’archiviazione”. Infante ha contestato questa sicurezza aprioristica, sottolineando come le decisioni in materia criminale derivino dall’analisi rigorosa delle prove e non da calcoli strategici sulla pressione mediatica.
La questione etica della conversazione con Fabrizio Corona
Un ulteriore elemento controverso che è emerso durante il dibattito riguarda la conversazione tra Lovati e il noto paparazzo Fabrizio Corona, nel corso della quale l’avvocato avrebbe pronunciato dichiarazioni ritenute particolarmente gravi anche riguardanti il caso di Yara Gambirasio. Infante ha sottinteso che questo tipo di comportamenti pubblici possano compromettere la credibilità professionale di un legale.
Il contesto investigativo allargato
La critica di Infante a Lovati nel caso Garlasco deve essere collocata all’interno di un panorama investigativo molto più ampio, che include non solo la riapertura del procedimento sulla morte di Chiara Poggi, ma anche indagini parallele su dinamiche corruttive e finanziarie che potrebbero avere implicazioni significative per il procedimento stesso.
La convergenza di più inchieste
Una convergenza di inchieste diverse sta caratterizzando gli ultimi mesi: l’indagine sui conti correnti, l’inchiesta del “Sistema Pavia” riguardante presunte dinamiche corruttive, e la riapertura del caso Garlasco sembrano muoversi su binari paralleli che potrebbero presto intersecarsi. Questo scenario complesso rende ancora più rilevante la questione di come i rappresentanti legali comunichino pubblicamente sui procedimenti di cui sono coinvolti.
L’importanza del rigore procedurale
Infante ha ribadito come il rigore procedurale rimanga fondamentale, indipendentemente dalle narrative alternative proposte. Un magistrato, come ha sottolineato il conduttore, porrà domande concrete e dovrà ricevere risposte documentabili, non spiegazioni teoriche riguardanti organizzazioni criminali internazionali.
Conclusioni sulla controversia e le prospettive future
La polemica tra Milo Infante e Massimo Lovati nel contesto del caso Garlasco rappresenta uno scontro tra due approcci radicalmente diversi nel trattamento pubblico di una controversia legale delicata. Da un lato, Infante sostiene la necessità di focalizzarsi su prove concrete e risposte documentabili; dall’altro, Lovati continua a proporre scenari narrativi alternativi.
Il passaggio cruciale evidenziato dal conduttore rimane quello relativo alle questioni finanziarie irrisolte e alla necessità che Lovati fornisca chiarimenti su come siano stati utilizzati i fondi oggetto di indagine. Questa dinamica suggerisce che, indipendentemente dagli sviluppi nel caso Garlasco specifico, le indagini parallele sulla gestione finanziaria potrebbero rappresentare il vero punto critico nei prossimi mesi.


