Accordo tra azienda e sindacato per lavoratore con legge 104 e incentivo all’uscita

Dopo quasi dieci ore di trattativa il 27 ottobre 2025, la SMS Group ha raggiunto un accordo con la Fiom Cgil riguardante tre dipendenti trasferiti a Tarcento in provincia di Udine. Un lavoratore di 58 anni con Legge 104 è stato licenziato dopo aver rifiutato il trasferimento; l’azienda gli aveva chiesto di rinunciare ai benefici per l’assistenza della madre malata. L’accordo prevede incentivi all’uscita anticipata che consentiranno ai due dipendenti coinvolti di versare i contributi e raggiungere l’età pensionabile, mentre una collega più giovane è stata reintegrata. Lo sciopero iniziato il 21 ottobre è stato sospeso.

Il caso del lavoratore 58enne alla SMS Group

Il dipendente, manager della logistica con 18 anni di servizio, si trovava in una situazione particolarmente delicata quando ha ricevuto la comunicazione del trasferimento. Beneficiava dei permessi speciali della Legge 104 sulla disabilità poiché assisteva la madre malata, una responsabilità che assolveva quotidianamente con dedizione. La decisione di trasferirlo a Tarcento, in provincia di Udine, rappresentava uno spostamento di circa 400 chilometri dalla sua residenza a Milano, dove viveva con la compagna e la figlia universitaria.

L’ultimatum inaccettabile

L’azienda ha posto a C.M. un ultimatum senza precedenti: accettare il trasferimento rinunciando completamente ai diritti della Legge 104, oppure essere licenziato. Questa scelta lo avrebbe costretto a interrompere l’assistenza quotidiana alla madre malata, un sacrificio che avrebbe compromesso il benessere della genitrice. Il 21 ottobre la decisione è diventata ufficiale durante una convocazione in direzione: il manager è stato invitato ad accettare o a lasciare immediatamente il posto di lavoro con i suoi scatoloni. Con tre anni mancanti alla pensione, il lavoratore si è trovato di fronte a una prospettiva angosciosa: a 59 anni trovare un nuovo impiego sarebbe stato estremamente difficile, e rimanere senza contributi avrebbe significato andare in pensione a 67 anni invece che a 62.

Le ragioni della mobilitazione sindacale

Lo sciopero non era solamente una reazione alla situazione di un singolo dipendente, ma rappresentava una protesta più ampia contro le decisioni aziendali che colpivano l’intera comunità lavorativa della sede di San Donato, ex storica fabbrica Innse. La SMS Group, multinazionale tedesca specializzata nella progettazione e realizzazione di impianti per l’industria siderurgica, contava circa 80 dipendenti nel sito lombardo, tra ingegneri e impiegati che godevano di benefici storici da decenni.

Il conflitto sul fondo sanitario

A monte della vicenda del licenziamento, esisteva un conflitto ulteriore riguardante il fondo sanitario integrativo, attivo dal 1949 grazie alla volontà del fondatore Ferdinando Innocenti. L’azienda aveva comunicato unilateralmente, il 16 ottobre, la disdetta degli accordi che garantivano ai lavoratori e alle loro famiglie una copertura sanitaria aggiuntiva, parzialmente sostenuta dall’azienda stessa. La contemporaneità tra la chiusura del fondo, i trasferimenti e il licenziamento aveva alimentato il sospetto di una riorganizzazione più profonda che minacciava gli equilibri acquisiti nel corso di decenni.

La mancanza di trasparenza

I lavoratori denunciavano una comunicazione opaca delle decisioni aziendali. Sulle vetrate della sede di via XXV Aprile campeggiava la scritta “uffici in locazione”, segnale preoccupante di un possibile ridimensionamento del sito. Nonostante l’azienda affermasse di chiudere il 2025 con un bilancio positivo in termini di fatturato e utile, i dipendenti vivevano nell’incertezza più completa circa il futuro dello stabilimento.

La mobilitazione dei lavoratori

Martedì 21 ottobre è scattata immediatamente la reazione dei dipendenti, che hanno deciso di organizzare uno sciopero orario quotidiano dalle 14 alle 15. Il primo giorno alla protesta hanno partecipato circa 70 lavoratori, quasi il 90% del personale, compresi coloro che lavoravano da remoto e hanno aderito simbolicamente all’iniziativa.

Una settimana di presidio continuativo

Per oltre una settimana, il presidio è proseguito ininterrotto davanti ai cancelli di San Donato. Gli scioperanti scandivano il loro messaggio con chiarezza: chiedevano il reintegro dei tre colleghi trasferiti e l’apertura di un confronto serio e trasparente con la dirigenza. La solidarietà mostrata verso il collega con Legge 104 rifletteva una coesione rara negli ambienti aziendali, dove spesso prevalgono logiche individuali.

Il ruolo della rappresentanza sindacale

La Fiom Cgil e la rappresentanza sindacale interna hanno giocato un ruolo centrale nel coordinamento della mobilitazione. Il segretario della Fiom di Milano, Andrea Torti, avrebbe in seguito sottolineato come senza la partecipazione attiva dei lavoratori lo sciopero sarebbe stato impossibile raggiungere l’accordo finale. I sindacati hanno inoltre denunciato pubblicamente la modalità con cui la SMS Group aveva comunicato i trasferimenti: senza alcun preavviso alla parte sindacale.

Accordo per il licenziamento con Legge 104

Lunedì 27 ottobre, dopo quasi dieci ore di trattativa ininterrotta, i rappresentanti della SMS Group, della Fiom Cgil e della rappresentanza sindacale interna hanno raggiunto un accordo che modificava radicalmente lo scenario precedente. La decisione ha portato all’immediata sospensione dello sciopero che persisteva da una settimana.

Gli esiti dell’accordo per i tre trasferiti

L’accordo prevedeva soluzioni differenziate a seconda dell’età e della situazione personale dei tre lavoratori coinvolti. La collega più giovane, di 55 anni, è stata pienamente reintegrata nel suo ruolo senza perdere alcun diritto. Per i due uomini (58 e 61 anni), l’azienda ha offerto un incentivo alla fuoriuscita anticipata dal lavoro, soluzione che per il cinquantottenne rappresentava la via d’uscita meno traumatica dall’impasse creato dall’azienda.

Il significato dell’incentivo all’uscita

L’incentivo all’uscita garantisce ai due lavoratori la possibilità di versare i contributi pensionistici come se continuassero a svolgere la loro attività professionale presso l’azienda. Questo meccanismo consente loro di raggiungere l’età pensionabile mantenendo la continuità contributiva, evitando così la perdita dei diritti previdenziali. Per il lavoratore di 58 anni, l’indennità di disoccupazione Naspi coprirebbe circa due anni, periodo durante il quale l’azienda verserebbe i contributi figurativi. Tuttavia, rimaneva comunque un gap temporale prima di poter accedere al pensionamento effettivo.

Gli impegni futuri della SMS Group

Oltre alle misure immediate per i tre lavoratori, l’accordo includeva importanti garanzie procedurali per il futuro. La SMS Group ha assunto l’impegno scritto di avviare consultazioni preventive con la Rappresentanza Sindacale Unitaria (Rsu) e la Fiom prima di implementare decisioni organizzative analoghe.

La fusione con Paul Wurth

L’accordo assumeva ulteriore rilevanza considerando lo sfondo in cui si inscriveva. La SMS Group era prossima a una fusione per incorporazione della genovese Paul Wurth, operazione programmata per il corso del 2026. Questo scenario rendeva ancora più critico l’impegno dell’azienda al confronto preventivo: le riorganizzazioni derivanti da una fusione potevano potenzialmente generare nuove pressioni sui dipendenti.

Il prosieguo delle trattative sul fondo sanitario

Malgrado l’accordo raggiunto sulla situazione dei tre trasferiti, il conflitto riguardante il fondo sanitario integrativo rimaneva aperto. La Fiom Cgil e i rappresentanti aziendali avevano fissato il prossimo incontro per il 4 novembre, con l’obiettivo di raggiungere un’intesa entro il 15 novembre. Il fondo, gestito storicamente come Fiamli, rappresentava un elemento fondamentale della qualità della vita per gli 80 dipendenti di San Donato e le loro famiglie dal 1949.

Le prospettive di risoluzione

L’accordo sui trasferimenti aveva dimostrato che il dialogo era possibile, purché i lavoratori mantenessero una pressione collettiva consapevole e organizzata. Le trattative sul fondo sanitario si presentavano con dinamiche simili: la solidarietà manifestata durante lo sciopero aveva creato le condizioni per un confronto più paritario con la dirigenza aziendale.

Conclusioni e significato della mobilitazione

La vicenda di SMS Group a San Donato rappresenta un esempio significativo di come la mobilitazione collettiva possa invertire decisioni aziendali apparentemente irreversibili. Quello che iniziava come un licenziamento iniquo di un lavoratore protetto dalla Legge 104, imposto mediante ricatto e costrizione, si era trasformato in un accordo che garantiva tutele e dignità.

L’importanza del caso risiede anche nel messaggio inviato al contesto più ampio: le aziende non possono utilizzare strumenti di ricatto personale come la rinuncia ai diritti della disabilità per forzare decisioni che mortifichino i diritti acquisiti. Lo sciopero di una settimana, con partecipazione quasi totale, aveva dimostrato che quando i lavoratori agiscono uniti e consapevoli, possono modificare lo stato delle cose.

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