La VII Conferenza Nazionale sulle Dipendenze, tenutasi il 7 e 8 novembre 2025 a Roma presso il Centro Congressi Auditorium della Tecnica, ha rappresentato un momento cruciale per tracciare le strategie per il sistema delle dipendenze italiano. Centinaia di operatori provenienti dai Servizi delle Dipendenze (SerD), dal Terzo Settore, esperti, istituzioni e organizzazioni della società civile si sono riuniti per affrontare le sfide contemporanee legate alle dipendenze, sia sostanziali che comportamentali. L’evento, convocato dal Governo secondo il Testo Unico in materia di stupefacenti, ha permesso un confronto diretto tra decisori politici e professionisti del settore per identificare soluzioni condivise e rafforzare gli interventi pubblici.
Il contesto della Conferenza Nazionale
La VII Conferenza Nazionale sulle Dipendenze si inserisce in un percorso istituzionale che affonda le radici nella normativa vigente. Secondo il Decreto del Presidente della Repubblica del 1990, l’evento dovrebbe tenersi ogni tre anni, anche se la sesta edizione si era svolta nel 2021, mentre la quinta risaliva al 2009. Questa irregolarità nella cadenza riflette le difficoltà nel coordinamento nazionale, rendendo ancora più significativo lo svolgimento di questa settima edizione. I lavori preparatori hanno avuto ufficialmente inizio il 24 aprile 2025 presso Palazzo Chigi, con una riunione del Tavolo interistituzionale sulle dipendenze presieduta dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Da questo momento, esperti nazionali individuati congiuntamente da Amministrazioni Centrali, Regioni e Province Autonome hanno coordinato i tavoli tematici per definire i contenuti della riunione conclusiva di novembre.
Un appuntamento di confronto istituzionale
La Conferenza ha assunto caratteri innovativi rispetto alle edizioni precedenti, con l’ampliamento delle tematiche discusse. Non si è affrontato solo il tema delle dipendenze da sostanze, ma anche quelle comportamentali, includendo il gioco d’azzardo e l’uso compulsivo della tecnologia. Questa scelta rispecchia l’evoluzione del panorama epidemiologico e la necessità di adottare un approccio sistemico e integrato. La partecipazione è stata costruita come processo inclusivo e partecipato, con rappresentanti istituzionali, professionisti e operatori del settore pubblico e privato coinvolti fin dalle fasi preparatorie. La presenza di centinaia di operatori riuniti in presenza a Roma ha confermato l’importanza dello scambio diretto e della costruzione condivisa di proposte.
La governance e l’assetto organizzativo
Il coordinamento della fase preparatoria è stato affidato a docenti della Scuola di direzione aziendale dell’Università Bocconi di Milano, cui è spettato il compito di redigere una relazione conclusiva. Questa relazione è stata presentata alla Conferenza di novembre e rappresenterà la base per costruire le future programmazioni operative e le eventuali proposte di revisione normativa. Il percorso ha coinvolto otto Tavoli Tecnici specifici, articolati intorno a cinque macro-aree fondamentali: il Sistema Pubblico delle Dipendenze, le Dipendenze Comportamentali, la Prevenzione Precoce negli Adolescenti e Giovani, la Ricerca Scientifica, e il tema del Carcere e Dipendenze. Questa struttura ha garantito una copertura completa delle principali problematiche e della complessità del sistema italiano delle dipendenze.
Strategie per il sistema delle dipendenze in evoluzione
Le strategie per il sistema delle dipendenze discusse durante la Conferenza affrontano questioni critiche di governance, integrazione e innovazione. Il miglioramento della risposta territoriale richiede un ripensamento strutturale dei servizi, con particolare attenzione all’interconnessione tra enti pubblici e privati. I lavori hanno approfondito modelli innovativi di presa in carico che superino la frammentazione attuale e promuovano un approccio integrato tra servizi di salute mentale e servizi specifici per le dipendenze. Questi principi riflettono la consapevolezza che le dipendenze non sono questioni isolate, ma fenomeni complessi che richiedono risposte multidisciplinari e coordinate.
Governance e integrazione dei servizi territoriali
Il Sistema Pubblico delle Dipendenze è stato uno dei macro-argomenti centrali della Conferenza. L’analisi ha riguardato la governance e l’integrazione tra servizi pubblici e privati, con l’obiettivo di eliminare le lacune e le sovrapposizioni che caratterizzano il panorama attuale. Un elemento critico è rappresentato dalla necessità di rafforzare i punti di accesso ai servizi e garantire una presa in carico precoce e personalizzata. Questo richiede investimenti significativi nella formazione dei professionisti, nel potenziamento della tecnologia informativa per il coordinamento tra enti, e nella creazione di percorsi di cura condivisi. La Legge di bilancio 2025 ha introdotto misure dedicate a questo scopo, riflettendo l’impegno governativo nel tradurre le linee strategiche in risorse concrete.
Modelli innovativi e presa in carico integrata
I modelli innovativi di presa in carico rappresentano una risposta diretta alle criticità evidenziate dagli operatori sul territorio. La centralità del paziente deve guidare la riprogettazione dei percorsi terapeutici, con un focus sulla prevenzione, il trattamento e il recupero sociale. L’integrazione tra sanità e sociale, tra servizi specializzati e medicina generale, diventa essenziale per garantire continuità assistenziale. La Conferenza ha sottolineato l’importanza di approcci evidence-based che combino trattamenti farmacologici, psicoterapeutici e sociali. Inoltre, è stata evidenziata la necessità di adottare percorsi flessibili che si adattino alle specificità di diverse fasce di popolazione, dai giovani agli anziani, dai soggetti in carcere a quelli in comunità terapeutiche.
Le dipendenze comportamentali e la prevenzione
Uno dei cambiamenti più significativi della settima edizione della Conferenza riguarda l’inclusione delle dipendenze comportamentali come tema centrale. Questo riflette l’evoluzione epidemiologica e la crescente consapevolezza che condotte compulsive come il gioco d’azzardo e l’uso problematico della tecnologia producono effetti simili alle dipendenze da sostanze. La ricerca neuroscientifica ha dimostrato come questi comportamenti attivino gli stessi circuiti cerebrali di ricompensa, giustificando un approccio terapeutico analogo. Questa apertura concettuale amplia significativamente l’ambito di intervento dei servizi e richiede formazione specializzata per i professionisti.
La prevenzione precoce negli adolescenti e giovani
La prevenzione precoce negli adolescenti e giovani è stata identificata come un’area prioritaria per contrastare l’insorgenza delle dipendenze. I dati epidemiologici mostrano come l’esposizione precoce a fattori di rischio aumenti significativamente la vulnerabilità nell’età adulta. Gli interventi di prevenzione devono operare su più livelli: quello universale, rivolto a tutta la popolazione scolastica; quello selettivo, indirizzato a gruppi a rischio; e quello indicato, per soggetti che già manifestano segni di uso problematico. La scuola, la famiglia e i servizi territoriali devono coordinarsi per creare ambienti protettivi e promuovere fattori di resilienza. La Conferenza ha sottolineato come i giovani rappresentino una priorità strategica, necessitando di interventi personalizzati e tempestivi che prevedano anche il coinvolgimento dei genitori e della comunità.
Ricerca scientifica e innovazione terapeutica
La ricerca scientifica rappresenta il fondamento per sviluppare interventi sempre più efficaci e basati su evidenze solide. Durante la Conferenza è stato evidenziato il ruolo cruciale di studi che approfondiscano i meccanismi biologici, psicologici e sociali delle dipendenze. L’uso della tecnologia nel monitoraggio, nella diagnosi e nel trattamento apre nuove possibilità terapeutiche, dalla telemedicina all’utilizzo di applicazioni mobili per il supporto comportamentale. La ricerca deve inoltre affrontare i fenomeni emergenti, come le nuove sostanze psicoattive e le forme hybrid di dipendenza che combinano elementi sostanziali e comportamentali. Inoltre, è stata sottolineata l’importanza di studi sulle disparità territoriali nell’accesso ai servizi e sull’equità nell’erogazione delle cure.
I soggetti protagonisti della Conferenza
La partecipazione attiva di molteplici attori ha garantito una visione completa del sistema delle dipendenze italiano. Istituzioni centrali e locali, professionisti, operatori pubblici e privati, organizzazioni del Terzo Settore e associazioni della società civile hanno contribuito con le loro prospettive e competenze specifiche. Questo approccio inclusivo ha permesso di identificare punti di forza, criticità e opportunità dal basso, dando voce a chi quotidianamente opera sul territorio.
Istituzioni governative e autorità locali
La rappresentanza istituzionale è stata significativa, con la partecipazione di massime cariche dello Stato e di un messaggio papale. Il Governo, attraverso il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche antidroga, ha tracciato le linee guida strategiche e i finanziamenti previsti nella Legge di bilancio 2025. Le Regioni e le Province Autonome hanno portato le loro esperienze specifiche e le sfide territoriali, permettendo una lettura articolata delle problematiche locali. Le amministrazioni locali hanno condiviso il loro ruolo cruciale nell’implementazione delle politiche nazionali e nell’adattamento ai contesti specifici.
Operatori dei Servizi delle Dipendenze e del Terzo Settore
Gli operatori dei SerD e dei servizi del Terzo Settore rappresentano la linea di contatto diretto con i pazienti e la popolazione. Le loro testimonianze hanno contribuito a delineare le esigenze reali e le buone pratiche sviluppate nei diversi contesti territoriali. Le reti del Terzo Settore, incluse le comunità terapeutiche e le associazioni di auto-mutuo-aiuto, hanno sottolineato l’importanza della loro integrazione nel sistema pubblico e del riconoscimento della loro specificità nell’offerta assistenziale. La Conferenza ha rappresentato un momento di co-progettazione tra settore pubblico e privato, volto a superare le dicotomie e creare un continuum assistenziale coeso.
Prospettive future e implementazione delle strategie
La Conferenza non rappresenta una conclusione, bensì l’avvio concreto di un’agenda ambiziosa per il rafforzamento del sistema delle dipendenze italiano. Le proposte emerse dai lavori preparatori e dalle discussioni plenarie di novembre costituiranno la base per future programmazioni operative e possibili revisioni normative. L’implementazione di queste strategie richiederà coordinamento tra i diversi livelli di governo, stanziamenti di risorse significative, formazione continua dei professionisti e coinvolgimento costante della società civile.
La strada verso l’operatività
Il passaggio dalla strategia all’operatività rappresenta la sfida principale nei mesi e negli anni a venire. Le regioni e i servizi territoriali dovranno declinare localmente le indicazioni nazionali, adattandole ai contesti specifici e alle risorse disponibili. Sarà cruciale stabilire indicatori di monitoraggio chiari per valutare l’andamento delle politiche e apportare correzioni tempestive. La Conferenza ha evidenziato come il potenziamento dei servizi sociosanitari territoriali qualificati sia imperativo, non solo per garantire equità di accesso ma anche per ridurre la pressione su strutture ospedaliere e carcerarie. Investimenti nella digitalizzazione dei sistemi informativi, nella formazione dei professionisti e nell’ampliamento della rete territoriale rappresentano priorità tangibili.
Continuità e monitoraggio dell’agenda
La prossima convocazione della Conferenza Nazionale dovrebbe avvenire nel 2028, creando così un ciclo triennale di revisione e aggiornamento delle strategie. Nel frattempo, mecanismi di governo e monitoraggio continuo dovranno assicurare che l’agenda non rimanga lettera morta. Il Tavolo interistituzionale sulle dipendenze, già operativo dal 2025, potrà assumere un ruolo fondamentale nel coordinamento tra amministrazioni centrali, regioni e enti locali. La trasparenza nella comunicazione dei progressi e delle difficoltà sarà essenziale per mantenere l’impegno dei diversi attori e per adeguare le strategie alle nuove sfide che emergeranno. La Conferenza del 2025 rappresenta dunque un punto di svolta verso un sistema delle dipendenze più moderno, integrato e orientato ai risultati concreti nella prevenzione, nel trattamento e nel recupero.

