Alberto Belli Paci, primogenito della senatrice a vita Liliana Segre, ha aderito a Forza Italia dopo anni di impegno nel Terzo Polo e collaborazione con Azione. Manager nel settore export di 72 anni, si definisce liberale e impegnato nella lotta contro l’antisemitismo attraverso il progetto Rondine di Arezzo. Ha condiviso la decisione con la madre, che ha reagito con affetto. In famiglia le posizioni politiche divergono: il fratello Luciano è socialdemocratico, mentre Alberto si sente di centrodestra.
Chi è Alberto Belli Paci
Alberto Belli Paci rappresenta una figura politica caratterizzata da una lunga esperienza professionale e civile, ben lontana da una semplice eredità familiare. Figlio di Liliana Segre, la celebre senatrice a vita deportata ad Auschwitz-Birkenau all’età di 13 anni, ha costruito nel corso dei decenni un profilo personale distinto e riconoscibile nel panorama politico italiano.
Carriera nel settore export
A 72 anni, Belli Paci vanta una carriera consolidata nel settore export, dove ha sviluppato competenze manageriali rilevanti e una visione internazionale. La sua formazione professionale lo ha portato a maturare una prospettiva liberale e pragmatica, focalizzata su valori come il dialogo, la moderazione e il confronto costruttivo. Lui stesso sottolinea che la madre lo ha sempre incoraggiato, insieme al fratello, a conquistarsi uno spazio proprio nella società basandosi su valori personali piuttosto che solo sull’eredità familiare. Questa educazione ha contribuito a formare una personalità indipendente, consapevole dell’importanza di fare scelte autonome pur mantenendo saldezza nei principi fondamentali.
L’impegno con il progetto Rondine
Da molti anni, Belli Paci dedica parte della sua energia al progetto Rondine, la cittadella della pace situata ad Arezzo e visitata anche dal Capo dello Stato. Quest’impegno riflette una profonda convinzione nel potere del dialogo e della riconciliazione, valori che emergono in modo evidente dalle sue dichiarazioni pubbliche. Il suo coinvolgimento in questa iniziativa dimostra come abbia trasformato gli insegnamenti familiari, legati alla lotta contro l’odio e l’intolleranza, in azioni concrete di pace e costruzione di ponti tra comunità. Questo aspetto della sua biografia aiuta a comprendere il suo posizionamento politico e le scelte che ha compiuto nel corso degli anni.
Il percorso politico verso Forza Italia
La traiettoria politica di Alberto Belli Paci non rappresenta una conversione improvvisa, ma piuttosto l’evoluzione naturale di un impegno civile che si è progressivamente indirizzato verso scelte partidarie specifiche. Nel corso del tempo, ha costruito una rete di relazioni e un posizionamento ideologico che lo hanno avvicinato sempre di più al centrodestra italiano.
La fondazione del Terzo Polo
Alberto Belli Paci ha contribuito attivamente alla fondazione del Terzo Polo, un’iniziativa politica che mirava a offrire un’alternativa ai tradizionali schieramenti di sinistra e destra. In un’intervista al Corriere della Sera, ha spiegato: “Dopo aver contribuito alla fondazione del Terzo Polo, ho deciso di sposare il progetto” di Forza Italia. Questa affermazione evidenzia come la sua esperienza nel movimento centrista abbia rappresentato una tappa naturale della sua evoluzione politica piuttosto che una scelta definitiva. Il Terzo Polo, pur rappresentando un’opzione moderata e laica, non ha soddisfatto pienamente le sue aspettative nel lungo termine, spingendolo a ricercare una collocazione politica dove potesse esprimere pienamente la sua visione liberale e di centrodestra.
La collaborazione con Azione
La collaborazione con Azione, il partito di Carlo Calenda, ha occupato un periodo significativo nella vita politica di Belli Paci. Questo impegno gli ha consentito di affinare ulteriormente le proprie posizioni e di comprendere meglio quale fosse lo spazio politico in cui potesse operare con maggiore consapevolezza. La sua adesione a Forza Italia rappresenta quindi una scelta maturata attraverso anni di esperienze nel centroismo e un naturale approdo verso una formazione maggiormente strutturata e radicata nel centrodestra italiano.
Alberto Belli Paci e la scelta di Forza Italia
L’adesione di Alberto Belli Paci a Forza Italia, ufficializzata attraverso la ricezione della tessera dal segretario nazionale Antonio Tajani, segna un momento importante nella sua biografia politica. La decisione, pur giunta dopo un lungo corteggiamento politico, riflette una precisa visione di come un liberale può contribuire al progetto del centrodestra italiano.
I motivi della scelta: essere liberale
Belli Paci si definisce esplicitamente liberale, enfatizzando come questa dimensione ideologica sia centrale nella sua visione politica. La scelta di Forza Italia risponde a una ricerca di coerenza tra i suoi valori fondamentali—dialogo, moderazione, libertà individuale—e il quadro politico che intende sostenere. In Forza Italia riconosce la possibilità di operare come uomo di centrodestra impegnato nel dialogo costruttivo, senza sacrificare i principi di tolleranza che caratterizzano la sua visione del mondo. Non è casuale che Belli Paci abbia chiesto al giornalista di essere presentato non primariamente come “il figlio di”, ma come persona con una propria identità: questa richiesta ribadisce il suo desiderio di riconoscimento personale e autonomo nel contesto politico.
La lotta contro l’antisemitismo
Un elemento ricorrente nei suoi interventi è la ferma opposizione all’antisemitismo e ai discorsi d’odio. Belli Paci dichiara: “Da sempre mi batto contro i discorsi d’odio e l’antisemitismo”. Questa posizione non è meramente formale, ma riflette una profonda consapevolezza della lezione storica trasmessagli dalla madre Liliana Segre. In questo senso, la sua adesione a Forza Italia rappresenta anche una scelta su dove ritenere di poter combattere più efficacemente questi fenomeni all’interno dello schieramento politico italiano. La questione dell’antisemitismo, così come della difesa dei diritti umani, rimane centrale nella sua visione politica, indipendentemente dalle altre considerazioni di natura ideologica.
La reazione della famiglia
La dimensione familiare della scelta politica di Alberto Belli Paci riveste grande importanza, tanto che ha scelto di informare preventivamente la madre della sua decisione, sottolineando il rispetto dovuto sia all’anziana senatrice che ai valori familiari.
Il rispetto per la madre Liliana Segre
Quando interrogato sulla comunicazione della decisione a Liliana Segre, Belli Paci ha risposto affermativamente, spiegando che l’ha fatto “per rispetto, come farebbe qualsiasi figlio”. La reazione della madre è stata affettuosa e incoraggiante: “Vai, sei grande!” racconta il primogenito. Questa breve frase racchiude il significato della relazione tra la senatrice e il figlio—un rapporto basato sulla libertà di scelta individuale pur mantenendo salda l’unità familiare. Liliana Segre, pur avendo una storia personale e politica collocata tradizionalmente nel campo progressista, ha dimostrato di comprendere e rispettare le scelte autonome dei suoi figli, riconoscendo loro il diritto di sviluppare identità politiche proprie.
Le posizioni diverse del fratello Luciano
All’interno della famiglia di Liliana Segre le posizioni politiche sono notevolmente differenziate. Luciano, il fratello di Alberto, rappresenta un orientamento diverso: è socialdemocratico e guarda di più al campo progressista. Luciano è stato candidato a Palazzo Marino e ha aderito al Partito Socialista Italiano, correndo alle elezioni del 2018 con Liberi e Uguali. Alberto stesso riconosce: “In famiglia abbiamo posizioni diverse, mio fratello guarda di più al campo progressista: è un socialdemocratico. Io mi sento di centrodestra”. Questa pluralità di visioni politiche all’interno dello stesso nucleo familiare testimonia di una famiglia che, pur conservando valori comuni di fondo, ha saputo accogliere le scelte individuali di ciascun membro. Alberto ha inoltre espresso il desiderio che anche il partito di Luigi Marattin facesse una scelta di campo verso il centrodestra, suggerendo una visione strategica del panorama politico italiano.
Il futuro politico e le prospettive
Il orizzonte politico che si apre davanti a Belli Paci rimane in parte indeterminato, sebbene caratterizzato da una chiara disponibilità verso ulteriori responsabilità nel contesto di Forza Italia.
Una candidatura parlamentare ancora prematura
Alla domanda su una possibile candidatura a Parlamento nelle prossime elezioni, Belli Paci ha dichiarato che “è tutto molto prematuro“, sottolineando che non è “un tipo che si promuove”. Tuttavia, ha lasciato la porta socchiusa afermando di essere “a disposizione del partito”. Questa postura riflette sia una naturale prudenza sia una genuine apertura verso future responsabilità pubbliche, qualora la formazione azzurra lo ritenesse opportuno. A 72 anni, con una carriera già consolidata nel settore privato e un impegno ventennale nel progetto Rondine, Belli Paci non sente l’urgenza di una candidatura immediata, ma rimane aperto a contribuire al progetto politico di Forza Italia in forme ancora da definirsi. Questa disponibilità, unita alle competenze manageriali che porta con sé, rappresenta un potenziale valore aggiunto per un partito intenzionato a rafforzare le proprie fila con personalità di esperienza e profilo civile consolidato.
L’adesione di Alberto Belli Paci a Forza Italia incarna quindi una scelta maturata attraverso decenni di impegno civile e riflessione politica, rappresentando non una rottura brusca con il passato, ma piuttosto il completamento coerente di un percorso ideologico verso il centrodestra moderato italiano.


