Il progetto The Line in Arabia Saudita rappresenta una delle più ambiziose iniziative urbane del nostro tempo, ma sta affrontando un momento cruciale di transizione. Lanciato come parte del piano di sviluppo Neom finanziato dal fondo sovrano PIF, questo megagrattacielo lineare prometteva di trasformare il deserto in una metropoli a zero emissioni. Tuttavia, l’aumento vertiginoso dei costi, il ridimensionamento draconiano e le difficoltà costruttive hanno trasformato quella che era una visione futuristica in un simbolo delle contraddizioni fra ambizione e realizzabilità economica. Oggi, nel 2025, il progetto procede, ma in una forma radicalmente diversa da quella originariamente concepita, lasciando dubbi sulla sua effettiva realizzazione entro i tempi previsti e sui reali benefici per l’economia saudita e l’ambiente.
Che cosa è il megaprogetto The Line in Arabia Saudita
Il progetto The Line nasce come parte di Neom, un’iniziativa di sviluppo da 500 miliardi di dollari nel nord-ovest dell’Arabia Saudita, promossa dal principe ereditario Mohammed bin Salman nel contesto del piano Saudi Vision 2030. La visione originale era straordinaria: una città lineare di 170 chilometri di lunghezza, composta da due grattacieli paralleli alti 500 metri, separati da soli 200 metri di distanza. All’interno di questa struttura verticale, avrebbero trovato posto abitazioni, servizi, spazi pubblici, fattorie verticali e un sistema di trasporto ultra-rapido, il tutto senza strade né automobili.
La concezione architettonica è stata sviluppata dal [Studio A] di architettura americana, mentre la prima fase, denominata Hidden Marina, è stata affidata a [Studio B] austriaco e al collettivo di progettazione globale [Studio C]. Questa prima fase avrebbe dovuto ospitare 200.000 persone, insieme a 9.000 camere d’hotel, spazi commerciali e infrastrutture comunitarie come scuole e stazioni di pompieri. Il progetto era concepito come completamente carbon-neutral e progettato per offrire tutti i servizi essenziali a una distanza massima di cinque minuti a piedi.
Il The Line rappresentava un radicale esperimento di urbanismo del ventunesimo secolo, sfidando le convenzioni tradizionali della pianificazione urbana e promettendo una densità abitativa senza sprawl urbano.
Dal progetto originale al drastico ridimensionamento
La revisione dei costi e della portata
Le proiezioni iniziali dell’Arabia Saudita per il finanziamento totale del progetto si sono dimostrate profondamente irrealistiche. I costi stimati sono passati da 500 miliardi di dollari iniziali a cifre che alcuni esperti collocano intorno ai 9 trilioni di dollari, una escalation finanziaria senza precedenti nel settore delle costruzioni. Questo aumento vertiginoso riflette sia il difetto delle stime iniziali sia il caro prezzo dell’ambizione architettonica combinata alle sfide logistiche del costruire nel deserto saudita.
Nel 2024, documenti interni trapelati hanno rivelato la vera portata del ridimensionamento in corso. Il progetto, una volta pianificato per estendersi per 170 chilometri, è stato ridotto a soli 2,4 chilometri, una frazione inferiore all’1,5 percento della lunghezza originaria. Parallelamente, il target di popolazione è crollato da 1,5 milioni di abitanti a 300.000, una riduzione pari al 80 percento rispetto alle proiezioni iniziali.
I fattori dietro il ridimensionamento
I fattori che hanno costretto il regno a rivedere i propri piani sono molteplici e interconnessi. Il fondo sovrano PIF, che finanzia questa vasta suite di megaprogetti, ha dovuto confrontarsi con ritardi costruttivi consistenti e con budget che continuavano a lievitare in modo incontrollato. Il calo dei prezzi del petrolio, nonostante le recenti fluttuazioni, ha eroso i margini di investimento, mentre il deficit di bilancio del governo si è ampliato. La situazione ha costretto gli alti vertici decisionali a una “correzione di rotta”, reindirizzando le risorse verso i progetti ritenuti più immediatamente realizzabili.
Internamente, i funzionari hanno dovuto ammettere che il ritmo e il costo della costruzione erano diventati insostenibili, una confessione che ha segnalato un cambio di strategia complessiva per il piano Saudi Vision 2030, la cui portata totale supera 1 trilione di dollari e che abbraccia almeno 14 megaprogetti diversi.
Lo stato della costruzione nel 2025
Evidenze dalle immagini satellitari e dai sopralluoghi
I dati satellitari attuali mostrano che i lavori di costruzione continuano, sebbene in forma ridotta e frammentaria rispetto alle visioni originarie. Lungo l’asse previsto dei 170 chilometri, sono visibili significativi scavi lineari che indicano lavori di sterramento pesante nella zona del deserto. Numerosi hub di costruzione, campi di lavoro e installazioni di attrezzature punteggiano vari punti del tracciato pianificato, collegati da strade di accesso e infrastrutture temporanee costruite specificamente per facilitare i trasporti pesanti.
La fase Hidden Marina
La zona di Hidden Marina, sulla costa del Mar Rosso, rappresenta il fulcro dell’attività costruttiva attuale. Le immagini satellitari del periodo fra il quarto trimestre 2024 e il primo trimestre 2025 rivelano attività costante lungo la costa ricreata, con geometrie di bonifica, contorni di banchine e dighe frangionde, nuovi letti stradali e aree livellate per lo sviluppo verticale. Questa prima fase significativa della città è prevista per entrare in operatività prima degli altri insediamenti, secondo le dichiarazioni ufficiali, e rappresenta il settore dove lo slancio costruttivo è più evidente.
Lavori di fondazione e preparazione del terreno
Nell’interno, lontano dalla costa, gli scavi lineari ampi, i piazzali per gru, i cantieri di prefabbricazione, gli impianti di betonaggio e i depositi logistici sono orientati lungo l’asse del progetto The Line. Questi elementi corrispondono maggiormente ai “lavori di abilitazione” quali scavi di sterro, infrastrutture per le utilità e viabilità di servizio, piuttosto che alla costruzione del superstructure completo dei 170 chilometri originali. I sistemi di monitoraggio satellitare regolare, condotti da missioni pubbliche e costellazioni private, continuano a tracciare i progressi del sito, confermando che nonostante il ridimensionamento, la costruzione procede costantemente.
Le sfide di sostenibilità e trasparenza del progetto
Questioni ambientali e di responsabilità sociale
Il progetto The Line è stato ampiamente criticato su basi ambientali e per il rispetto dei diritti umani. Sebbene il progetto sia stato concepito come [Carbon Neutral Policy], la trasformazione fisica del deserto rimane sostanziale e problematica. L’impronta ambientale della costruzione, inclusa l’estrazione di materiali, il trasporto pesante e la modifica topografica su scala massiccia, contraddice i propositi dichiarati di sostenibilità.
La mancanza di trasparenza nel finanziamento, nella governance e nei criteri di assegnazione dei contratti ha alimentato le preoccupazioni internazionali. Gruppi di attivisti e organizzazioni per i diritti hanno esercitato pressione crescente sui [Studio A], [Studio B] e [Studio C] affinché riconsiderassero il loro coinvolgimento nel progetto, e in precedenza si è sollevata la domanda se fosse appropriato per gli studi architettonici continuare a lavorare al progetto di fronte a queste pressioni.
La sfida della comunicazione pubblica
La disparità fra le promesse iniziali e la realtà della realizzazione ha eroso la fiducia pubblica. Le immagini di droni e i rendiconti satellitari hanno rivelato che il sito di costruzione, una volta immaginato come una parete elegante di vetro rispecchiante che taglia il deserto, ora appare frammentato, con nuclei in cemento armato dispersi in cluster scollegati. Questa contraddizione visiva fra la visione renderizzata e la realtà costruttiva ha trasformato The Line in un simbolo di megalomania urbana e fallimento finanziario agli occhi di osservatori critici.
Prospettive economiche e di fattibilità
Realisticità della consegna entro il 2030
La domanda centrale rimane: può il progetto The Line essere realmente completato entro il 2030? Data la portata del ridimensionamento, la riduzione del 99 percento dell’estensione originale e il taglio dell’80 percento della popolazione target, una risposta affermativa diventa più plausibile, quantomeno per la fase iniziale di Hidden Marina. Tuttavia, anche questa versione ridotta rimane uno dei progetti costruttivi più complessi e costosi mai intrapresi.
Il ruolo nel diversificamento economico saudita
Parte della razionale strategica dietro Neom e The Line è la diversificazione dell’economia saudita al di là della dipendenza dal petrolio. Il piano Saudi Vision 2030 mira a posizionare il regno come hub globale per l’innovazione, il turismo e la cultura. Se completato anche in forma ridotta, The Line potrebbe attrarre talenti internazionali, investimenti tecnologici e flussi turistici, fornendo un ritorno sull’investimento che vada oltre le metriche costruttive convenzionali.
Tuttavia, il rischio rimane che le difficoltà di realizzazione, i continui ritardi e i problemi di costo possano trasformare The Line da simbolo di ambizione in monumento di inefficienza progettuale.
Il futuro di The Line: incertezza e adattamento
Scenari possibili per il completamento
Diversi scenari possono svilupparsi nei prossimi anni. Lo scenario ottimistico prevede il completamento di Hidden Marina e della prima fase ridotta entro il 2030 o poco dopo, dimostrando la fattibilità del concetto e stabilendo una base per espansioni future. Lo scenario realistico vede ulteriori ridimensionamenti e rinvii, con il completamento della prima fase tra il 2031 e il 2035. Lo scenario pessimistico, sebbene meno probabile viste le spese già sostenute, prevede l’abbandono parziale del progetto o il suo trasformamento in una struttura urbana convenzionale che poco ricorda la visione originaria.
La lezione più ampia
Il progetto The Line rappresenta una lezione critica sulla sovrastima ingegneristica, sulla sottovalutazione dei costi nei megaprogetti e sulla difficoltà di conciliare ambizione architettonica con realtà economica e ambientale. Che il progetto sia completato o meno nella forma originale, rimarrà un caso studio rilevante per urbanisti, economisti e esperti di progettazione globale per decenni.
L’Arabia Saudita continuerà verosimilmente a spingere avanti questo ambizioso progetto nel contesto della visione strategica nazionale, ma con aspettative significativamente ridimensionate rispetto alle promesse iniziali. La realtà della costruzione moderna nel deserto, i vincoli di bilancio globale e le crescenti pressioni ambientali e sociali hanno trasformato The Line da una certezza in una questione aperta, affascinante e incerta come pochi altri progetti del nostro tempo.



